ore 18.00 - “Essere Segno”. Il segno grafico degli artisti irregolari del Mad Musée (Musée de l’Art Differenciée) di Liegi viene riprodotto e riportato come tatuaggio su corpi diversi, fotografati da Riccardo Bargellini differenza di quelli convenzionali, si legano all’estemporaneità dell’esperienza e non riportano un significato estetico. L’investigazione, dunque, del segno outsider da marcare come un tatuaggio sul corpo è la ricerca di unire vite diverse attraverso l’utilizzo espressivo del corpo. I corpi scelti sono stati quelli di due donne, di due manichini e di un artista irregolare: su ognuno di loro è stato dipinto un disegno outsider per richiamare evocazioni diverse. Le due donne, su una viene riportato un segno simmetrico e sull’altra un segno asimmetrico, simboleggiano l’uso del corpo femminile come merce estetica, che viene offerto ad un’azione creativa. Su questi corpi si depositano le immagini degli artisti irregolari che deformano la sensualità in ironia per un gioco quasi infantile, non privo di desiderio anche sessuale, ma svincolato da ogni potere di dominio. I manichini, al contrario, con il loro essere inanimati si prestano all’uso incondizionato, ma il segno su questi corpi assume una plasticità scultorea senza relazione con la vita. Un corpo perfetto, anche quando non è di un manichino, può facilmente generare un sentimento di solitudine. E’ come se la vitalità avesse bisogno di un richiamo all’imperfezione per essere tale e l’arte outsider offre proprio questo senso di vita. Riccardo Sivieri, infatti, artista irregolare, su cui viene dipinto un suo disegno e che indossa la maschera ricostruita da questo stesso tatuaggio, è il corpo della creazione di sé. Il segno marca un punto di confine tra un reale e un immaginario permettendo di unire due dimensioni diverse. L’immagine ha un potere sulla parola: il disegno dell’artista outsider ha un potere sulla realtà. L’arte unisce, come un segno, vite socialmente separate. Il Mad Musée è un’iniziativa unica nel suo genere con una collezione di circa 1700 opere internazionali d’arte marginale e di un centro di documentazione di circa 2 mila volumi.